Non difendersi, bensì fondersi
Nell’Aikido del Maestro Morihei Ueshiba non si può parlare, quando si viene
attaccati, di “difendersi”, bensì di “fondersi”.
Questa intuizione del Padre dell’Aikido donava e dona ai praticanti della sua arte marziale,
e a quelli ancora oggi fedeli ai suoi insegnamenti, una grande opportunità da sfruttare sia
nei combattimenti che nella vita comune, forgiando non solo buoni praticanti e poi maestri,
ma ottimi cittadini.
Trasferito nel nostro quotidiano coglie un aspetto molto sottile e importante
“nell’atteggiamento mentale dell’essere umano” durante il difendersi, la difesa e poi il
contrattacco.
Si è notato durante le fasi di “difesa”, siano esse attive che passive, sopratutto quando la
paura trova le sue massime espressioni, che il corpo assume un atteggiamento di stress
involontario, indipendentemente dalla nostra reazione e volontà.
Facciamo alcuni esempi di difesa, tipo: la difesa da improvviso attacco fisico, il corpo in
difesa costante (rigidità), la difesa durante un’aggressione verbale o sentendo un urlo,
l’atteggiamento di difesa nell’approcciarsi al nuovo e, fatto non semplice, la difesa nei casi
di sopportazione.
Penso che il resistere a situazioni disagevoli, quali il sopportare o la sopportazione, senza
“risentirne”, sia una grande illusione, è di inganno al corpo.
Il nostro corpo più l’anima è una macchina perfetta, per cui: le sue 206 ossa circa con tutti
i loro aspetti biomeccanici, i 656 muscoli circa, la complessità del cervello, i sottili
meccanismi degli organi interni, tutti i suoi “sistemi” e più l’anima, è cosa complessa, forte
e delicata. Dobbiamo comprendere che il corpo soffre a prescindere dalle personali
valutazioni del fatto accaduto, sia esso positivo e non.
”Lo stress è il tempo di adattamento che passa da quando il nostro corpo riceve
una informazione nell’accettarla o meno”.
Lo stress si forma perché il corpo non accetta e non si adatta all’informazione,
indipendentemente dalla nostra volontà e coscienza.
Lo stress si può dividere in due stadi micro o macro stress come fonte e di cinque livelli di
energia che sono il: livello fisico, livello chimico, livello emotivo, livello psicologico e livello
spirituale.
Il micro stress con i suoi livelli di energia si accumula nel tempo, il macro stress con i suoi
livelli di energia deriva da un impatto improvviso o più violento.
Il macro stress da: il trauma è livello energetico fisico, come incidenti gravi ecc; lo shok è
livello energetico emotivo, come abbandono improvviso ecc; il veleno è livello energetico
chimico, come avvelenamento; situazione drammatica accompagnata da una relativa
convinzione sulla sua ineluttabilità, è livello energetico psicologico; contatto con un gruppo
che ci fa sentire poco illuminati, è livello energetico spirituale.
Si può avere un infarto perché la squadra del cuore ha perso, come se avesse vinto il
campionato del mondo.
Il micro stress da: cattiva postura e errate abitudini è livello energetico fisico; acqua, cibo
e ambiente è il livello energetico chimico; i sentimenti inespressi o sospesi è il livello
energetico emotivo; il condizionamento del subconscio tipo scarsa autostima è il livello
energetico psicologico; la pressione per migliorarsi o per diventare più consapevoli, è il
livello energetico spirituale.
La sopportazione per cose chiamate “buone”, tipo: non mi impegno affettivamente o non
vado in un altro luogo di lavoro per non abbandonare la famiglia (papà o mamma anziani),
accettare di vivere sopra l’appartamento dei suoceri per apparente comodità, cioè quando
il fatto intralcia la propria crescita. La conseguenza è che prima o poi ci sarà un conto da
saldare e questo lo chiede il corpo, indicandocelo con lo stress nei suoi vari aspetti.
Tutte queste informazioni non accettate e non trasformate comportano un primo stadio di
micro stress al corpo che si manifesta in una modifica una disuguaglianza degli arti non
superiore di circa 0,50 cm, chiamata con il nome di asimmetria.
Intervenire con la pratica di ginnastiche dolci, dello Yoga, dello Shiatsu, o di altre
metodologie o medicine non convenzionali, è utile e può trovare ottime e soddisfacenti
riscontri.
In un secondo stadio di stress irrisolto o macro stress si radicano nella cute del corpo delle
rigidità così potenti da modificare la bio meccanica del corpo (stress posturale), che
cronicizzando possono fare insorgere delle patologie complesse. L’asimmetria sarà
superiore di 0,50 cm, allora la direzione obbligatoria la Medicina ufficiale. Solo in certi casi
il supporto del naturale è ottimale, in tutti i casi è indispensabile mantenere il contatto con
la propria Anima.
La fisiognomica da parte dell’avversario, dell’attaccante, può assumere innumerevoli
atteggiamenti mentali e fisici, tipo: accondiscendente, indiscreto, pesante, invadente,
presuntuoso, viscido, con preconcetti, astuto, ingannevole e traditore. L’attaccato
contrappone, il terreno della spontaneità, il terreno dell’intuizione, il terreno della sostanza
di chi si è, e non nella logica o nel ragionamento, nel mentale. La mente in questi casi ci
mente diventando dualistica.
Bisogna allenare il sistema involontario, il sistema motorio exstrapiramidale, avere l’anima,
l’amore, il cuore a portata di mano e, attingendo dentro noi stessi, si può modificare il
terreno ribaltando a nostro favore la conflittualità.
Quello che abbiamo dimenticato è di lasciare il corpo vivere da solo, che è
un’attività umana normale.
Abbiamo dimenticato la fede del nostro corpo, delle nostre capacità, è come se
fossimo traumatizzati, drogati, in balia degli eventi e dei “media”.
Pigmalione, re della mitica isola di Cipro, scolpì una splendida statua di marmo che
riproduceva Afrodite, la dea greca della bellezza, dell’amore e della fertilità. Dopo averla
scolpita, tanto erano la bellezza ed il fascino che emanava che se ne innamorò
perdutamente e cominciò a desiderarla per sé, viva. La dea Afrodite, colpita e commossa
dall’intensità del desiderio di Pigmalione, lo accontentò e volle soddisfare le sue
aspettative dando vita alla statua.
Il comportamento tende a confermare gli atteggiamenti positivi o negativi in quanto
incidono sulla motivazione ad apprendere e sull’autostima. Tutte le azioni che compirò
seguiranno la direzione che il mio atteggiamento mentale e le mie credenze suggeriscono.
In genere, arriviamo a fare o ad imparare tanto quanto ci aspettiamo di poter fare o
imparare! E’ stato dimostrato che è molto difficile apprendere un’abilità che si pensa non
essere alla propria portata e non la si prova. Se credete di non essere all’altezza di tenere
un seminario, di praticare una qualsiasi arte, sport, meditazione o semplicemente una
passeggiata un po’ più lunga, quanti sforzi farete perché si avveri il contrario? Magari si
rinuncia e basta, oppure si evita ogni situazione in cui ci si “espone” in pubblico, perché
tanto ”io non sono portato, io sono troppo timido”, non sono all’altezza e così non si graffia
l’ambizione.
Allenare il sistema involontario ci permette di ritrovare una parte di noi stessi: se
prima ero impossibilitato di fare qualcosa, come paralizzato, dopo posso farlo. Ho
solo allenato la mia capacità di fare ed ecco che l’ambizione spunta.
Si pratica il Movimento Interiore-Rigeneratore per allenare il sistema involontario che, con
la pratica del Movimento Interiore-Rigeneratore, lo fa scattare spontaneamente nei casi di
bisogno.
Per esempio, ci permette di usare la stessa forza prodotta dall’aggressore ad uso gratuito
dell’aggredito trasformando il “difendersi” in “fondersi”, cioè: l’uso sia fisico che
psichico dell’energia aggressiva dell’aggressore, in energia positiva, prepositiva, ad uso
del difensore.
Attenzione non si realizzerà subito questo meccanismo di ritorno ad un’attività umana
normale, la buona e costante pratica è indispensabile, poiché questo simbolismo non dove
rimanere intellettuale, dovrà penetrare nel vostro subconscio tanto da non porvi pensiero.
Con la disciplina e l’abnegazione nella pratica i Maestri Orientali Morihei Ueshiba ,
Haruchika Noguchi, Itsuo Tsuda, l’ Italiano Prof. Dot. Giuseppe Calligaris e altri ricercatori
ed educatori, dimostrano con le loro arti, e la loro scienza che quando il Sistema Motorio
Extrapiramidale e il Sistema Involontario vengono allenati, si ritrova la capacità di
riequilibrarsi da soli spontaneamente.
Il movimento è spontaneo, involontario, per cui ogni persona deve trovare il suo. Un
allenamento del sistema involontario deve iniziare dal fatto di “lasciarlo involontario” e
mantenerlo nel tempo.
Non è una terapia, perché la terapia vuol dire che tu ti occupi del sintomo della malattia, ti
prendi una responsabilità. Qui no. Qui lasciamo solo che il corpo faccia il suo lavoro. Se le
persone hanno dei problemi e bisogno di qualcosa, si può far passare il ki gioioso e cosi si
attiva la capacità del resto del corpo. Per cui non è terapia. Ci sono delle conseguenze
terapeutiche, questo si può dire.
La capacità di riequilibrarsi da soli spontaneamente: è questa la capacità che
abbiamo già.
Non si procurano magie, guarigioni o visualizzazioni, ma con la sperimentazione di
semplici ma potenti esercizi posturali e di respirazione si permette al corpo di risvegliare
capacità che non si sa di avere. Veicolati dalla respirazione trasformata come purificazione
realizziamo una speciale qualità di concentrazione, rilassando il diaframma e mettendo in
moto il sistema involontario, collocandoci nel nostro terreno naturale ben piantati a terra.
Anche le persone che non praticano il Movimento Interiore-Rigeneratore, o altre arti,
sanno riequilibrarsi da sole: quando uno è stanco va a letto, dorme e durante il sonno il
corpo si muove, anche questa è una capacità del corpo di riequilibrarsi. Il disagio è che
quando si va a letto spesso non si dorme!
Questo Movimento è una capacità che tutti abbiamo e nel tempo lo stress irrisolto sia
esso: fisico, chimico, spirituale, psicologico diminuisce e ne rimane solo un po’. La
capacità di far scattare il movimento diventa minore, ma attraverso l’allenamento
dell’extrapiramidale la si ritrova.
Il Movimento Interiore-Rigeneratore agisce su tante cose aprendoci al ritorno all’auto
guarigione, ad esempio sulla capacità di riscaldarsi, che in ogni persona è diverso.
Importante è che agisce anche sul “sistema immunitario”, che non dipende dal sistema
extrapiramidale e la sua è una capacità involontaria.
Non c’è né movimento uguale né reazione uguale perché ogni persona è diversa.
Il movimento nel nostro corpo non è qualcosa che si possa imparare, ma solo scoprire ed
accettare e questo è fondamentale.
La sperimentazione personale è indispensabile ed è gioiosa.
l'autore:
Adriano Violato












Twitter
Facebook
FriendFeed
Flickr
YouTube