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Amore e abuso: le vie per la coscienza dell’unità

4 novembre 2009 0 Commenti

love-hatePartendo dal presupposto che l’unità è lo stato naturale dell’essere, diventa più semplice soffermarsi a pensare che chi guarda in uno specchio pensi sia se stesso, ma in realtà è solo un’immagine. Molti si sentono separati e soffrono; l’unità è un riflesso della coscienza. Tutti hanno avuto un’esperienza con l’unità: negli stati alterati o attraverso la meditazione. In ogni caso, questa esperienza nutre il fuoco dell’anima e cambia la nostra vita. Il raggiungimento dell’unità equivale all’illuminazione dell’ego, cioé un’unità di tutti gli esseri, dove ognuno dipende dall’altro. Attraverso esperienze dette olotropiche, psichedeliche o mistiche si può comprendere cosa sia l’unità. L’identificazione con l’ego stesso, attraverso quindi l’esperienza con l’unità, ci porta al divino. Ecco che la luce cosmica va cercata nel centro del nostro cuore. Ingo Benjamin Jahrsetz – relatore all’undicesima edizione di Eurotas – conduce sessioni di gruppo e individuali di respirazione olotropica, psicoterapia integrata, terapia familiare, psicodramma; riesce a concepire l’uno anche da un punto di vista romantico: godere e celebrare l’altro, aprire il cuore e diventare uno. Possono essere unici momenti magici, quando sentimenti ed emozioni combaciano perfettamente con l’amato. Diventando uno si ha così la possibilità di poter dare un rapido sguardo al divino. Ma tutto questo scompare con la fine dell’innamoramento. Bisogna tenere sempre presente che l’ideale romantico nuoce gravemente all’amore: sognare o rassegnarsi al partner uccide la coppia. Amare quindi significa aspirare all’unità e a un legame cosmico.

Masochismo e incesto sono in qualche modo legati all’unità. All’apparenza sembra un meccanismo perverso, ma concedendosi al desiderio sadico “sano” si attua un processo di guarigione: scompare la mancanza di autostima e appare l’unità. Il controllo dell’altro e la sottomissione avviene in qualunque rapporto umano e in qualsiasi coppia – amplificando l’esperienza dell’unità. Così, nell’abuso o nell’incesto madre-figlio avviene un’attivazione spirituale: in un rapporto stretto, uno attiva l’energia dell’altro – attuandosi una sete di libertà spirituale mescolata al desiderio di unità con colui o colei che soffoca. Certo è che la differenza tra abuso e amore è davvero minima.

l'autore:

Laura Pelusi

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