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Il Manifesto Transpersonale (1° parte)

12 ottobre 2009 0 Commenti

parte1«Alla base di qualsiasi storia si possa raccontare ci sono dei presupposti. Questi costituiscono l’elemento fondante di ogni teoria scientifica, di ogni disciplina o azione umana. Il problema è che molti di questi presupposti sono impliciti, dopo averli acquisiti, li diamo per scontati.
Dice il saggio: “se non conosci i presupposti sui quali si basa il tuo agire, agisci sulla base di presupposti che non conosci. Vale a dire che sono i presupposti ad agire in tua vece”.
Quando vogliamo realmente sapere cosa stiamo facendo, se vogliamo elaborare sistemi di conoscenza che forniscano garanzie di validità, se vogliamo aumentare il nostro grado di libertà e di “potere personale”, dobbiamo avere ben coscienti quali sono i presupposti sui quali ci basiamo».

L’intento che ha guidato questo lavoro di stesura del Manifesto Transpersonale è quello di formulare un testo che espliciti i presupposti condivisi da tutti coloro che operano nel campo del Transpersonale, presupposti non inventati, ma rinvenuti nell’ascolto della Tradizione.
Tale documento, aperto, è da sottoporre all’approvazione e alla sottoscrizione di tutti coloro che vi si riconoscano: scienziati, artisti, intellettuali, viaggiatori spirituali, donne e uomini di buona volontà, ecc.

Il Manifesto Transpersonale, alla sua stesura attuale, si compone delle seguenti parti:
1) Significato del termine Transpersonale
2) Accenno alla storia del Movimento Transpersonale
3) Presupposti comuni, sezione divisa in:
a) A proposito di Universo
b) A proposito di Natura Umana
c) A proposito di Coscienza
d) A proposito di Personalità
e) A proposito di Corpomente
f)  A proposito di Civiltà
g) A proposito di Società
h) A proposito di Malattia e Guarigione

TRANSPERSONALE
Con il termine transpersonale si indica ciò che sta oltre la personalità intesa come “maschera”, come il livello di esistenza dell’essere umano che ne vela l’essenza e le più alte potenzialità.
L’approccio transpersonale mira allo svelamento di tali potenzialità più intime nella direzione del contatto con la vera natura dell’essere umano, vera natura che vive nell’integrazione dei livelli di esistenza dell’individuo: fisico, emotivo, energetico, mentale e spirituale.
Nel fare questo, l’approccio transpersonale si richiama alle antiche tradizioni sapienziali e mistiche, da cui ricava il proprio bagaglio di conoscenze pratiche e teoriche, conoscenze che si ritrovano nelle affermazioni della Filosofia Perenne. La visione Transpersonale si propone come veicolo di mediazione tra i metodi di ricerca del certo e le vie di accesso al vero, invita al recupero e valorizzazione dell’intuizione mediante l’esperienza interiore di ordine trascendente come strumento di indagine della realtà.

BREVE STORIA DEL MOVIMENTO TRANSPERSONALE
“Stiamo vivendo un’epoca di transizione: un’epoca molto speciale. Un’epoca nella quale il paradigma meccanicistico che ha caratterizzato fin qui il cammino della scienza sta lasciando posto al nuovo paradigma olistico. E quello che più conta, per la prima volta nella storia, sta affermandosi una visione in gado di unificare, trascendendole, polarità che hanno attraversato i millenni contrapponendosi con dinamiche conflittuali e spesso violente”. La prospettiva Transpersonale incarna i presupposti del paradigma olistico e “mira allo sviluppo di persone sagge e mature, risvegliate alla solidarietà verso l’umanità e alla reverenza verso la natura, che contribuiscano al benessere della vita umana”.

Il Movimento Transpersonale vede la sua nascita negli Stati Uniti attorno agli anni sessanta del secolo scorso. Tale movimento che si pone nell’alveo delle discipline psicologiche, si è sviluppato grazie al lavoro di alcuni psicologi i quali, riconoscendo i limiti degli approcci analitici maggiormente utilizzati in quegli anni, la psicologia freudiana e il comportamentismo, impressero un’evoluzione alla psicologia umanistica di recente ideazione riconoscendo il fatto che persino quest’ultima risultava carente in quanto lasciava fuori dello spettro osservativo la dimensione spirituale.
La psicologia Transpersonale intendeva porsi come una disciplina che onorasse l’intera gamma dell’esperienza umana, inclusi gli stati di coscienza non ordinari.
Grazie all’apporto di studiosi che erano venuti in contatto con tradizioni sapienziali al di fuori della dominante cultura occidentale, fu riconosciuta la necessità di stemperare e di correggere la polarizzazione etnocentrica e cognicentrica del paradigma Newtoniano-Cartesiano: la psichiatria tradizionale ha da sempre ritenuto come patologiche le esperienze di ordine transpersonale non riconoscendo la necessità della giusta considerazione e del giusto rispetto dovuto, da un lato, alle esperienze transpersonali che rivelano piani di esistenza ontologicamente reali, dall’altro agli antichi rituali con cui la Spiritualità (intesa come uno speciale tipo di relazione tra l’individuo e il cosmo, diverso dalla religione) si è manifestata nel corso della giornata evolutiva dell’essere umano.
Nonostante il sospetto e le accuse con le quali la Psicologia Transpersonale è stata accolta in ambito accademico nei primi anni della sua vita, accuse che la tacciavano di “irrazionalismo” e di “non scientificità”, i nuovi concetti e le nuove scoperte rivoluzionarie in varie discipline scientifiche si sono affiancate alle asserzioni della Psicologia Transpersonale contribuendo a mettere in crisi il dominante paradigma materialistico Newtoniano-Cartesiano.
La visione Transpersonale si pone come elemento di riconciliazione tra la scienza e la spiritualità basata sull’esperienza, come sintesi tra scienza moderna e saggezza antica.

l'autore:

Pierluigi Lattuada

Nel 1981 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano, nel 1986 si specializza in Psicologia Clinica. Dal 1989 al 1993 è docente di Behavior Studies presso il campus europeo della La Jolla University di San Diego e della Southern University di New Orleans. Contemporaneamente agli studi accademici ha seguito, da un lato una formazione in medicina tradizionale cinese, medicina omeopatica e iridologia, dall’altro un percorso formativo in terapie psicocorporee con particolare attenzione all’approccio umanistico e transpersonale. Dal 1981 il contatto con il Brasile e le pratiche della tradizione sciamanica sudamericana gli hanno consentito di percorrere un cammino personale di trasformazione che lo ha condotto, tra l’altro, ad elaborare con Marlene Silveira, una disciplina psico-spirituale di nuova concezione: la Biotransenergetica. E’ presidente di Om Associazione per la Medicina e la Psicologia Transpersonale, è direttore della Società Italiana di Biotransenergetica e del relativo training dio formazione per counselor. E’ direttore della Scuola di Formazione in Psicoterapia Transpersonale riconosciuta dal MIUR E' membro del Direttivo della Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia E’ membro dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Già direttore della Clinica Olistica Lifegate di Milano, ha pubblicato 16 libri.

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