Movimento autentico: L’energia che crea la forma
“La forma del corpo si modifica in funzione del tipo d’energia che viene risvegliata dall’atteggiamento della coscienza e dal contesto in cui ci si trova. E’ l’energia che crea la forma e che sceglie di manifestarsi in quel momento e in quel luogo. Non c’è una forma prestabilita del movimento del corpo, così come non esiste un modo giusto o sbagliato di muoversi. Ogni volta la forma giusta è quella che si crea da sola e che nasce dalle profondità del Sé. Il giusto modo di muoversi si definisce attraverso il movimento stesso, in quella forma che viene risvegliata dalla psiche, dallo spirito, dal Sé. Noi non sappiamo un attimo prima cosa verrà fuori. E’ come in ogni altra forma d’immaginazione attiva: il solo fatto di portare l’attenzione su di un’immagine crea relazione e la rende gravida. Il senso di sorpresa che ci coglie, ci dimostra che è qualcosa di diverso dall’io che ci sta parlando. Naturalmente l’io è sempre vigile e, come più volte ha ricordato Jung, si presenta di fronte ai contenuti dell’inconscio con pari dignità di dialogo.” pp.684-685
Tratto da Antonella Adorisio. “Sento e penso mentre sono:la pratica del movimento autentico” in Psicologia Analitica e Teorie della Mente (Atti Convegno Nazionale C.I.P.A. Roma 2003) ed. Vivarium Milano 2005, pp.679-694
l'autore:
Antonella Adorisio
Antonella Adorisio: Psiconalista Junghiana, (CIPA - IAAP). Psicologa, Psicoterapeuta (Albo Regione Lazio). Docente di Movimento Autentico in ambito internazionale (Formazione con Janet Adler e Joan Chodorow). Art Psychotherapist (Goldsmiths' College Università di Londra), Danza Movimento Terapeuta (ATI), Supervisore APID. Autrice di numerose pubblicazioni specialistiche in Italia e all'estero, ha girato e montato il Video "Mysterium - La conjuctio spirito-corpo nella psicologia analitica - testimonianze" presentato al Congresso Nazionale del C.I.P.A. (Roma 2003) e in versione inglese al Congresso Internazionale della I.A.A.P. (Cape Town, agosto 2007).









Se è qualcosa di diverso dall’ io che ci parla, cos’è?
Bello il blog!
Grazie Viviana per il tuo commento, perchè non lasciamo la domanda aperta a chi vuole intervenire?
( poichè ho imparato)
A guardare alla natura non come nella stagione
della spensierata giovinezza, ma intento spesso
ad ascoltare la pacata, triste musica dell’umanità,
non aspra nè stridente, seppur ricca del potere
di punire e di domare. Ed ho sentito
una presenza che mi turbava con la gioia
d’elevati pensieri, un senso sublime
d’un qualcosa d’ancor più profondamente infuso
la cui dimora è il fuoco delsole declinante,
l’oceano ricurvo,l’aria vivente
e il cielo azzurro e, nella mente dell’uomo,
un moto e uno spirito che si imprimono
in ogni essere pensante e in ogni cosa pensata,
e permeano tutto.E’ per questo che sono
ancora innamorato dei prati e dei boschi
e delle montagne, e di tutto quanto vediamo
su questa verde terra; di tutto il vasto mondo
dell’occhio e dell’orecchio sia ciò che in parte creano
e ciò che percepiscono; contento di ravvisare
nella natura e nel linguaggio dei sensi
l’ancora dei miei più puri pensieri, la nutrice
e la guida, il custode del mio cuore,
l’anima di tutto il mio essere morale.
William Wordsworth, Versi composti ad alcune miglia dall’Abazia di Tintern ( 13 luglio 1798)
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