Yoga, il dominio sulla mente
In una rapida premessa storica, lo Yoga è definito come uno dei sistemi ortodossi della filosofia Induista, le cui tecniche sono descritte nello Yoga Sutra, un libro redatto nel III secolo a.C. dal Grammatico Patanjali. L’ìidea di Yoga, diffusa nel mondo occidentale, corrisponde precisamente all’Hatha Yoga, una forma basata su un insieme di esercizi psicofisici, originatasi in antichità nell’India e nel Tibet, che molto spesso viene presentata come una mera tipologia di ginnastica esotica, eludendo ogni significato spirituale.
L’Hatha Yoga, che dunque si deve distinguere dallo Yoga nella sua totalità, mira a dominare l’energia cosmica che risiede nell’essere umano, acquisendo pieno controllo sulla Mente, un’entità instabile, frenetica e tendente a distrarsi. In questo modo lo Yoga, agendo sia sulla vita psichica che su quella fisica dell’individuo, pensate come congiunte fra loro, intende compiere un pieno ribaltamento del piano dell’esperienza quotidiana, al fine di raggiungere uno stato di pace interiore ed esteriore, con sè stessi e il mondo che ci circonda. Le pratiche fondamentali si articolano nelle Asana, le posizioni che servono ad incanalare l’energia vitale nelle diverse parti del corpo, nel Pranayama, una serie di tecniche e modi di respirazione che permette il fluire del prana e dunque il purificarsi sia della mente che del corpo, e infine nella Meditazione, che non deve essere interpretata come un’alienazione dei sensi, bensì come un completo aprirsi al mondo. In tal modo si può comprendere nell’immediato che l’uomo è ciò che cerca, e dunque la strada ha conquistato la semplicità, e rimane unicamente la vita in sè stessa. Una volta raggiunto questa consapevolezza, l’uomo diventa finalmente un Siddha, ossia perfetto.
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